venerdì 13 novembre 2015

Konmari method: Il riordino che ti cambia la vita (o almeno ci prova)

In questi giorni, mentre tentavo di approcciare al cambio di stagione - accuratamente rimandato fin quando le temperature lo permettono - con la giusta filosofia, mi sono ricordata di un libro che avevo letto quest'estate, quando ha praticamente spopolato, che in realtà non riguarda solo l'abbigliamento ma il riordino in generale, e al quale sul momento non avevo dato il giusto peso: non avevo concretamente sperimentato il metodo che proponeva, né ne avevo parlato. 

Si tratta di Il magico potere del riordino, di Marie Kondo, che si propone di insegnare al lettore un metodo giusto ed efficace per riordinare, così potente da provocare, in chi lo applica, un cambiamento nel modo di pensare e nello stile di vita. Cioè WOW.
L'ho quindi risfogliato e ho pensato di parlarne, nel caso passasse di qua qualche altra/o patita/o dell'organizzazione come me, che ancora non lo conosce.


Prima di cominciare, c'è da fare una grande premessa: la Kondo è giapponese, pertanto il metodo di riordino da lei proposto - che è stato ribattezzato Konmari - è fortemente influenzato dalla cultura orientale, per alcuni punti lontana dalla nostra. Mi riferisco soprattutto alla tendenza a dare un'anima agli oggetti, (ad esempio, la Kondo tende spesso a ringraziarli per il lavoro svolto) evidente in più punti del libro e sicuramente non propria della nostra cultura, ma che va adeguatamente reinterpretata secondo il nostro punto di vista.

Detto ciò, io personalmente vi ho trovato alcuni spunti molto interessanti.

In sostanza, il metodo che la Kondo propone consta di due grandi fasi:
  1. Buttare tutto ciò che non serve, rispondendo al quesito "di cosa voglio circondarmi nella mia vita quotidiana?".
    L'idea di fondo è che oggi viviamo sommersi dagli oggetti, li accumuliamo negli anni e poi siamo incapaci di liberarcene, o perché siamo troppo legati al passato
    o perché pensiamo di poterne avere bisogno in un futuro più o meno remoto. L'obiettivo del riordino secondo il metodo Konmari è invece quello di ritrovarsi, alla fine, circondati esclusivamente da cose che ci fanno stare bene, che sono per noi indispensabili perché ci rendono felici oggi, buttando via tutto il superfluo.
    Si inizia quindi mettendo tutto sul pavimento - ma direi che anche il letto potrebbe andar bene - e, analizzando poi un oggetto alla volta, prendendolo in mano e ascoltando le sensazioni che esso ci comunica. Così, si procede con la selezione delle cose da buttare (o donare, vendere, o quello che volete), e quelle da tenere, con l'intenzione di conservare solo ciò che ci dà emozione, ci fa battere il cuore, ci rende felici.
  2. Trovare la giusta collocazione a tutto il resto.
    Per questo, è importante riordinare tutto in una volta, e non un poco ogni giorno. Bisogna mettere a posto una volta per tutte, nel modo corretto.
    Organizzare lo spazio nel modo più semplice possibile, non dispersivo e non in base alla frequenza d'uso. Questo tipo di riordino deve essere vissuto come evento straordinario, diverso dal riordino quotidiano, che consisterà solo nel mettere le cose al posto che abbiamo loro assegnato, dopo averle utilizzate.

Ordunque, COME FARE?
Secondo Marie Kondo, la cosa migliore è procedere a riordinare non per stanza ma per categorie (e sottocategorie), procedendo con un ordine ben preciso e per niente casuale, che segue un crescendo di difficoltà: si parte dalle cose a cui siamo meno legati (come l'abbigliamento) e di cui quindi ci liberiamo più facilmente, fino ad arrivare alle cose di maggiore valore sentimentale (come foto e ricordi in generale), che è più traumatico eliminare.
L'ordine che suggerisce l'autrice, quindi, è: abbigliamento, libri, carte, oggetti misti, ricordi.

L' ABBIGLIAMENTO è la categoria in merito alla quale ho trovato gli spunti migliori, e quella che, più delle altre, mi interessava riordinare. Innanzitutto, una volta selezionati i capi da conservare, la Kondo suggerisce di piegarne il maggior numero possibile, non solo per guadagnare spazio, ma anche perché nel piegare i vestiti infondiamo loro energia, e mostriamo il nostro affetto nei loro confronti (ecco, questo è uno dei casi in cui è evidente che il libro appartiene alla cultura orientale, diciamo che per noi occidentali può essere sufficiente la prima motivazione).
Ma la cosa più rivoluzionaria - e che ho effettivamente provato a fare - è il disporre i vestiti in verticale, analogamente a quanto si fa coi libri, piuttosto che impilarli uno sull'altro. In questo modo, oltre ad essere tutti visibili a colpo d'occhio, fanno meno grinze perché non risentono del peso degli uni sugli altri, e quindi si evita il triste destino delle magliette che capitano sotto la pila e sulle quali, inevitabilmente, le pieghe risultano molto marcate. Occorre quindi piegare i vestiti in una maniera particolare perché siano in grado di reggersi autonomamente in verticale, e se vi interessa il metodo, su YouTube trovate centinaia di video a riguardo.
Ci sono poi vestiti che è meglio appendere (come cappotti, tailleur, giacche, gonne e abiti), e anche questi andrebbero divisi per categoria, e disposti nell'armadio in modo che vadano salendo verso destra (la linea che sale verso destra comunica, visivamente, una sensazione di leggerezza), quindi a sinistra i capi lunghi, pesanti e scuri, a destra quelli corti, leggeri e colorati.
Ci sono poi altri suggerimenti utili, come quello di non annodare calze e calzini, per evitare di allentarne l'elastico, utilizzare le scatole delle scarpe come divisori nei cassetti, conservare le borse una dentro l'altra, svuotare la borsa ogni giorno, per evitare che vi rimanga qualcosa dentro a lungo andare, etc., ma soprattutto evitare di fare il cambio di stagione, semplicemente organizzando i cassetti in base al criterio vestiti di cotone, vestiti di lana, etc. Il cambio di stagione vero e proprio - quello che consiste nell'archiviare il materiale negli scatoloni, avete presente? - è consentito solo per le cose esclusivamente estive come i costumi o esclusivamente invernali come cappotti, sciarpe, guanti, etc.

La categoria dei LIBRI è quella su cui invece ho più difficoltà ad accettare il metodo Konmari e non credo sarò mai in grado di applicarlo. Concettualmente, quello che dice la Kondo - ovvero che i libri che si leggono più di una volta sono pochissimi, e che quelli che non si sono ancora letti probabilmente non si leggeranno mai - potrebbe essere in parte vero. Tuttavia, - fermo restando che vale anche qui il principio per cui dovremmo conservare solo quelli che ci emozionano -, è il metodo che lei suggerisce di utilizzare per i libri che decidiamo di eliminare, che mi turba alquanto. Secondo lei dovremmo strappare, da quei libri, solo le pagine o le parti che ci hanno più colpito, inserirle in un raccoglitore, e buttare tutto il resto.
Insomma, a dir poco impensabile. Piuttosto donarli o venderli, ma strapparli e buttarli anche mai.

Per quanto riguarda le altre categorie, il principio è sempre lo stesso, buttare il più possibile e conservare solo l'essenziale. Al termine di tutta l'operazione dovremmo essere arrivati alla condizione perfetta, ovvero saremmo circondati esattamente dalla quantità di roba di cui abbiamo bisogno per vivere senza problemi, per essere felici.

Tirando le somme, se vi interessa il tema, io ne consiglio la lettura, perché il principio su cui si fonda, e il messaggio che vuole trasmettere, secondo me è assolutamente valido. Con poche cose si vive meglio! Nel portare avanti il procedimento di riordino "alla Konmari" si impara a fare a meno delle cose, a distinguere quelle davvero importanti, e sicuramente ci si meraviglia di quanto c'è di superfluo, di quante cose abbiamo in casa, di cui non abbiamo alcun bisogno. E' vero, secondo me, che lo spazio in cui viviamo ha un'influenza su di noi, per questo è importante circondarsi di ciò che ci rende felici, e sbarazzarsi di ciò che non ci tocca le corde dell'anima.
Nel libro ci sono molti spunti interessanti, che si può provare a mettere in pratica anche a prescindere dall'operazione di riordino completa e categorica che viene suggerita, che io stessa non ho seguito.

Nel caso vogliate avventurarvi nel magico mondo del riordino secondo Marie Kondo, qui di seguito trovate una check list con tutti i passaggi da seguire, e l'ordine delle categorie e sottocategorie con cui procedere. Enjoy. 

Conoscete questo libro? Lo avete letto o avete intenzione di farlo? Sono curiosa di sapere cosa ne pensate! 

(Ne approfitto per ricordarvi che potete curiosare nella mia libreria su Anobii o Goodreads.)

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